Parlare di domotica in condominio fino a qualche anno fa sembrava un argomento riservato a pochi. Oggi i numeri raccontano una storia diversa: nel 2024 il mercato italiano della smart home ha registrato una crescita dell’11%, raggiungendo 900 milioni di euro, con un tasso superiore alla media europea del 6,5%. Un segnale chiaro che la transizione digitale degli edifici non è più un’opzione, ma una direzione ormai intrapresa.
Un patrimonio edilizio da ammodernare
Il punto di partenza, però, è tutt’altro che ottimale. Gli edifici residenziali sono responsabili del 40% dei consumi energetici in Italia: circa un milione di edifici condominiali, di cui il 70% si trova in classe energetica F o G, e il 60% è stato costruito prima del 1971, ovvero prima di qualsiasi normativa sul risparmio energetico. Intervenire su questo patrimonio è una priorità tanto economica quanto ambientale.
Da dove si parte: la connettività prima di tutto
Il primo passo per integrare la domotica in un condominio è costruire le basi giuste. Prima di qualsiasi sistema di automazione, è necessario verificare che l’edificio disponga di:
- una connessione internet stabile e performante
- un cablaggio interno che consenta la comunicazione tra impianti
- un protocollo di comunicazione standard, come KNX, che garantisca l’interoperabilità tra dispositivi di produttori diversi
Solo su questa infrastruttura è possibile costruire un ecosistema domotico solido, scalabile e gestibile nel tempo.
Cosa si può automatizzare negli spazi comuni
Gli ambiti di intervento negli spazi condominiali sono molteplici e concreti:
- Illuminazione: accensione e spegnimento automatici in base alla presenza o alla luce naturale, con risparmio energetico immediato
- Riscaldamento centralizzato: gestione da remoto e ottimizzazione dei consumi in base all’utilizzo reale dell’edificio
- Controllo accessi e videosorveglianza: sistemi integrati e gestibili da smartphone
- Monitoraggio energetico: lettura dei consumi in tempo reale per aree comuni, ascensori, impianti
- Integrazione fotovoltaica: gestione dell’energia autoprodotta e supporto alle comunità energetiche condominiali
- Ricarica veicoli elettrici: infrastrutture smart per la gestione condivisa delle colonnine
I vantaggi concreti per amministratori e condòmini
I benefici non sono solo tecnologici. Un condominio digitalizzato riduce i costi di gestione, migliora il comfort dei residenti e aumenta il valore dell’immobile. L’amministratore può monitorare gli impianti da remoto, ricevere segnalazioni predittive di anomalie e intervenire prima che un problema diventi grave, con una riduzione significativa dei costi di manutenzione straordinaria. Secondo le stime del Politecnico di Milano, bonus e incentivi per la smart home potrebbero ridurre i consumi energetici degli edifici residenziali tra 2.600 e 3.100 GWh l’anno, contribuendo tra il 6,5% e il 7,8% agli obiettivi della Direttiva Case Green.
Le sfide da non sottovalutare
Integrare la domotica in un condominio esistente presenta ostacoli reali. La complessità degli impianti datati, la necessità di delibere assembleari e la resistenza di alcuni condòmini sono elementi che richiedono competenza tecnica ma anche capacità comunicativa. Presentare i progetti in modo chiaro, con dati alla mano sui ritorni economici nel medio periodo, è spesso la chiave per ottenere il consenso necessario.
Il ruolo del Libro Verde in questo percorso
È in questo contesto che il Libro Verde di ANACI e KNX Italia si rivela uno strumento prezioso: una guida operativa, gratuita e strutturata in schede applicative, che accompagna l’amministratore passo dopo passo nella scelta e nell’implementazione delle tecnologie più adatte al proprio edificio. Un punto di riferimento concreto per chi vuole fare del proprio condominio un edificio più efficiente, più sicuro e più connesso.

